Types-of-Limited-Companies

Limited company, Public company (Plc.) & Private Company (Ltd.), a proposito di traduzioni…

Come si traduce:

Limited company (LC) > società di capitali
– Public company (Plc.)
società per azioni (S.p.a.) 
Private Company (Ltd.) 
 > società a responsabilità limitata (S.r.l.)

Nel contesto i termini public e private non si traducono e non sono da confondere con l’accezione italiana dei termini pubblico > «impresa pubblica» e privato > «impresa privata» (v. oltre).

Limited company (LC) o Limited liability company (LCC)

Ecco alcune brevi ma significative definizioni in inglese delle caratteristiche distintive di una ‘limited company’, reperibili in rete:

«A limited company is a company in which the liability of the members or subscribers of the company is limited to what they have invested or guaranteed to the company. The naming convention for this type of corporate structure is commonly used in the United Kingdom. It is commonly known as a limited liability company (LLC) in the United States and other parts of the world.

Limited companies may be limited by shares (the most popular company structure, designed for people who want to run a profit-making business and keep surplus income for themselves) or by guarantee (this type of company is most commonly used by people who want to set up a non-profit organisation or charity. The owners of this type of company usually reinvest surplus income in the business, rather than taking it for themselves).

Limited company limited by shares may be further divided into public companies and private companies.

Who may become a member of a private limited company is restricted by law and by the company’s rules. In contrast anyone may buy shares in a public limited company».

Società di capitali

Poiché la limited company può essere sia private (società a responsabilità limitata, v. oltre) che public (società per azioni, v. oltre) mentre il termine limited rimanda alla responsabilità limitata dei soci/azionisti alla quota di capitale conferito nella società (quote sociali / azioni sottoscritte), è di immediata deduzione che sarebbe errato e riduttivo tradurre il termine limited company con «società a responsabilità limitata» poiché nel nostro ordinamento giuridico questo termine rimanda ad una forma societaria ben precisa ovvero quella della s.r.l., disciplinata agli artt. 2462-2483 c.c.

Quindi, quando in italiano ci riferiamo ad una limited company parleremo (a prescindere dalla sua forma societaria) di «società di capitali» dove l’elemento del capitale ha una prevalenza concettuale e normativa rispetto all’elemento soggettivo rappresentato dai soci (c.d. «autonomia patrimoniale perfetta»):
la caratteristica fondamentale delle società di capitali riguarda infatti la responsabilità patrimoniale limitata dei soci per le obbligazioni della società, poiché gli stessi rispondono dei debiti societari solamente nel limite del capitale da essi conferito (le società di capitali sono considerate distinte dagli individui che le compongono, sia da un punto di vista fiscale che da un punto di vista civile).

Il nostro ordinamento individua i seguenti tipi di società di capitali:
società per azioni (S.p.a.) (anche unipersonali)
società a responsabilità limitata (S.r.l.) (anche unipersonali)
società in accomandita per azioni (S.a.p.a.)
società a responsabilità limitata semplificata (S.r.l.s.)

In questo tipo di società, la partecipazione dei soci al capitale sociale può essere rappresentata da «azioni» o da «quote» (entrambe denominate in inglese «shares»), a seconda del tipo di società prescelto.

 

Private company – Private company limited by shares più comunemente denominata Private limited company (Ltd.) 

Ecco alcune caratteristiche distintive della private company reperibili in rete, che la rendono simile alla nostra s.r.l.:

«Private company limited by shares – usually called a private limited company (Ltd.) – is the full name for a standard limited company.  It is designed for people who want to run a profit-making business and keep surplus income for themselves. Each shareholder enjoys personal financial protection in the form of limited liability.

Limited by shares means that the company has shareholders, and that the liability of the shareholders to creditors of the company is limited to the capital originally invested, i.e. the nominal value of the shares and any premium paid in return for the issue of the shares by the company. A shareholder’s personal assets are thereby protected in the event of the company’s insolvency, but money invested in the company will be lost.

In the U.S.A. limited companies are called corporations.

Private means that its shares may not be offered to the general public, and therefore cannot be traded on a public stock exchange, unlike those of a public limited company (Plc). This is the major distinguishing feature between a private limited company and a public limited company. Most companies, particularly small companies, are private».

Società a responsabilità limitata (S.r.l.)

Stando a quanto sopra, private company è quindi il termine utilizzato in inglese per indicare una forma societaria paragonabile alla società a responsabilità limitata di diritto italiano, dove il capitale sociale è ripartito in quote, tante quanti sono i soci, che possono avere diverso valore. Le quote possono essere cedute dai soci a terzi con atto pubblico o scrittura privata autenticata in forma cartacea oppure con sottoscrizione digitale di un atto informatico tramite intermediario abilitato (gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali).

Nella private company limited by shares i soci sono responsabili limitatamente al capitale sociale materialmente versato (come avviene nella s.r.l.), mentre nella limited company by guarantee i soci sono responsabili in ragione e nei limiti di una garanzia prestata al momento della costituzione della società, garanzia che diverrà attuale in caso di liquidazione della società.

La principale caratteristica strutturale della s.r.l. italiana è che le quote di partecipazione al capitale sociale non possono essere rappresentante da azioni (art. 2472, comma 2, c.c.), né da titoli di credito così come non possono costituire oggetto di sollecitazione all’investimento (art. 2468 c.c.). Tale divieto si sostanzia nell’impossibilità della pubblica sottoscrizione, pertanto le quote non sono acquistabili dal pubblico i.e. non possono essere oggetto di pubblico risparmio proprio come nella private company.
Pertanto, quando in italiano ci riferiamo ad una private limited company o private company limited by shares (Ltd.) dobbiamo parlare di:
sharesquote
shareholderssoci
share capitalcapitale sociale
mentre parlare di azioni, azionisti o capitale azionario riferendosi ad una Ltd. sarebbe un errore, per i motivi sopra esposti.

 

Public company – Public limited company (Plc.)

Ecco alcune caratteristiche distintive della public company reperibili in rete, che la rendono simile alla nostra s.p.a.:

«A public limited company, also referred to as a publicly held company, is a company that can raise money by publicly selling shares on the stock market, and its shareholders can transfer their shares freely.
Investors may only lose the amount of money which they have paid for their shares, and are not responsible for the debt of the entire company. This type of company also may have an unlimited number of investors, unlike privately held companies, which may not.
Only Public limited companies may be listed on the Stock Exchange, though there is no obligation for a Plc. to offer its shares to the public nor to become a listed company».

Società per Azioni (S.p.a.)

Stando a quanto sopra, public company è un termine utilizzato in inglese per indicare le società che consentono la raccolta di capitale mediante vendita al pubblico dei loro titoli mobiliari (azioni, obbligazioni, ecc.) che di solito avviene attraverso una Borsa valori, oppure attraverso il mercato «fuori borsa» (over the counter o OTC) o tramite operatori market maker attraverso servizi di quotazione degli scambi OTC come, ad esempio, la «Bacheca elettronica» OTC (OTC Bulletin Board – OTCBB) o i «Fogli Rosa» (Pink Sheets).

Da ciò si deduce facilmente che la public company è una forma societaria paragonabile alla società per azioni di diritto italiano, dove il capitale è suddiviso in azioni dello stesso valore secondo un criterio astratto-matematico che prescinde dalle persone dei soci e dal loro numero, che consente la raccolta di capitale presso il pubblico mediante emissione di azioni e obbligazioni e la quotazione in Borsa, proprio come accade nella Plc.

Le società per azioni, come le Plc., si distinguono a loro volta in società quotate (società quotate nei mercati regolamentati, che di solito non operano come società singole ma sono piuttosto inserite in un gruppo di imprese) e società non quotate (società che non ricorrono alla quotazione, ma che sono ‘aperte’ al mercato del capitale di rischio in quanto hanno azioni diffuse in maniera rilevante presso il pubblico).

Pertanto, quando in italiano ci riferiamo ad una public company (Plc.) dobbiamo parlare di:
sharesazioni,
shareholdersazionisti
share capitalcapitale azionario

 

Per concludere…

State-owned company / government-owned corporation

Occorre tenere presente che quando in italiano parliamo di una public company (Plc.) – sarebbe errato tradurre public con pubblico e quindi parlare di «impresa pubblica».

Nel nostro ordinamento, infatti, l’impresa cd. «pubblica» è un’impresa il cui capitale o patrimonio è conferito in tutto o in parte da uno o più soggetti pubblici, ossia dallo Stato o da enti pubblici (da qui il termine «pubblico»). Per questo tipo di impresa in inglese si usa il termine state-owned company o government-owned corporation ecc.

Allo stesso modo sarebbe errato tradurre private company con impresa privata.

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Trasferirsi all’estero – Iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE)

Ministero degli Affari Esteri – Domande frequenti:

Di quali documenti ho bisogno per potermi trasferire in un determinato Paese?
Le disposizioni relative all’entrata e al soggiorno degli stranieri sul proprio territorio sono materia di competenza di ogni singolo Stato. Per ogni informazione occorre rivolgersi direttamente alle autorità consolari in Italia del Paese di destinazione. Per l’elenco delle Rappresentanze straniere in Italia cliccate qui.

Mi sono trasferito all’estero: a quali autorità italiane devo comunicare i miei nuovi recapiti e come? 
Se vivete all’estero e siete iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), dovete comunicare ogni variazione dei vostri dati (indirizzo di residenza, stato civile, rientro definitivo in Italia, ecc.) al Consolato italiano competente per territorio di residenza.
Per l’elenco delle sedi diplomatiche e delle rappresentanze consolari italiane nel mondo cliccate qui.

L’ISCRIZIONE ALL’AIRE
– è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 legge 470/1988) e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero,
– è obbligatoria per una residenza all’estero superiore ai 12 mesi (Legge 470/88),
– deve essere effettuata entro 3 mesi dall’espatrio,
– è gratuita,
– per la richiesta d’iscrizione non è indispensabile la diretta presenza del dichiarante,
– le richieste di iscrizione possono essere presentate inviando la documentazione i) per posta oppure ii) per posta elettronica, nel qual caso i documenti allegati dovranno essere unicamente in formato PDF (v. servizi consolari online),
– una volta verificata la validità dei documenti ricevuti, la Cancelleria Consolare provvede ad inoltrare la richiesta al Comune italiano competente per l’iscrizione AIRE,
– sarà cura del Comune italiano ricevente notificare direttamente all’interessato l’avvenuta iscrizione nei registri AIRE.

Non devono iscriversi all’AIRE 
– le persone che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore a 12 mesi, anche se di frequente,
– i lavoratori stagionali,
– i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963,
– i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero.

La Modulistica AIRE
– Ambasciata d’Italia – Cancelleria Consolare – L’Aja (Paesi Bassi)
– Ambasciata d’Italia – Cancelleria Consolare – Bruxelles (Belgio)
– Ambasciata d’Italia – Cancelleria Consolare – Parigi (Francia)
– Ambasciata d’Italia – Cancelleria Consolare – Londra (Regno Unito)

LA CANCELLAZIONE DALL’AIRE AVVIENE:

  • per iscrizione nell’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) di un Comune italiano a seguito di trasferimento dall’estero o rimpatrio;
  • per morte, compresa la morte presunta giudizialmente dichiarata;
  • per irreperibilità presunta, salvo prova contraria, trascorsi cento anni dalla nascita o dopo la effettuazione di due successive rilevazioni, oppure quando risulti non più valido l’indirizzo all’estero comunicato in precedenza e non sia possibile acquisire quello nuovo;
  • per perdita della cittadinanza italiana;

Se mi iscrivo all’AIRE il diritto all’assistenza sanitaria gratuita in Italia?
Non necessariamente, dipende dal Paese in cui vi trovate e dal motivo per cui vi siete trasferiti. Per maggiori informazioni consultate la pagina Assistenza sanitaria ed il sito del Ministero della Salute.

Se mi iscrivo all’AIRE i benefici fiscali sulla prima casa?
Tutte le informazioni in materia fiscale sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Che vantaggi ci sono ad iscriversi all’AIRE?
L’iscrizione all’AIRE vi consente di poter usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari italiane all’estero e di esercitare importanti diritti, quali ad esempio:

  • la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’UE,
  • la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni,
  • la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra UE; per i dettagli consultate la sezione Autoveicoli – Patente di guida).

Dove trovo l’elenco delle borse di studio per studiare all’estero?
Potete trovare l’elenco delle borse di studio per cittadini italiani offerti da Paesi e istituzioni straniere per ciascun anno accademico collegandovi alla pagina Opportunità di studio. Per presentare la vostra candidatura collegatevi al portale Borse di studio on line.

Mi sto trasferendo all’estero assieme alla mia famiglia. Come faccio a sapere se ci sono scuole italiane in quel Paese?
Per conoscere l’elenco delle scuole italiane ed europee all’estero visitate la pagina istituzioni scolastiche all’estero.

Dove posso trovare una lista di aziende italiane che operano in un certo Paese?
Alcune informazioni sulla presenza italiana in un determinato Paese sono disponibili all’interno della piattaforma di infoMercatiEsteri (sezione Rapporti con l’Italia all’interno di ciascuna pagina Paese). Potete rivolgervi anche direttamente all’Ufficio commerciale dell’Ambasciata italiana nel Paese di tuo interesse o all’Unità Operativa dell’Agenzia ICE se presente nel Paese.

Mi sono laureato all’estero. Il mio titolo di studio è riconosciuto in Italia?
I titoli di studio stranieri non sono automaticamente riconosciuti in Italia. Per informazioni su come ottenere il riconoscimento consultate il sito del Centro Informazioni sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche CIMEA.

Posso rinnovare la patente italiana all’estero?
Per guidare all’estero si applicano regole differenti in base al Paese di destinazione ed alla durata del periodo di soggiorno.
Per maggiori dettagli visitate la pagina Autoveicoli e patenti.

Posso guidare all’estero con la patente italiana?
Potete visitare la scheda dedicata al Paese di destinazione sul sito Viaggiare sicuri sotto la voce “viabilità”. Trovate le altre informazioni a carattere generale alla pagina Autoveicoli e patenti.

Fonte: Farnesina ‘trasferirsi all’estero’

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Kiezer buiten Nederland – Permanente registratie

Stemmen wanneer u als Nederlander in het buitenland woont

Woont u in het buitenland (d.w.z. buiten Nederland en de Caribische landen Aruba, Curaçao en Sint Maarten) en staat u niet meer ingeschreven bij een Nederlandse gemeente of de openbare lichamen Bonaire, Sint Eustatius of Saba, en wilt u als Nederlander vanuit het buitenland stemmen?

Op 1 april 2017 is de Kieswet veranderd waardoor Nederlanders die woonachtig zijn in het buitenland hoeven zich nu maar één keer ‘permanent’ te registreren als kiezer in het buitenland.

Het registratieverzoek moet ingediend worden via de gemeente Den Haag met behulp van het daartoe bestemde registratieformulier, dat op de website van de gemeente Den Haag te vinden is. Click hier om naar het formulier te gaan. Daarna moet het formulier samen met een kopie van de paspoort of identiteitsbewijs van de kiezer terug naar de gemeente Den Haag worden gestuurd.

Bent u eenmaal opgenomen in het register, dan krijgt u van de Unit Verkiezingen van de gemeente Den Haag, vóór elke verkiezing, het stembiljet per e-mail automatisch toegestuurd; wilt u uw stembiljet toch per post ontvangen, dan kunt u dat aangeven op het registratieformulier.

Met deze permanente registratie mag u stemmen alleen tijdens i) Tweede Kamerverkiezingen, ii) Europese Parlementsverkiezingen en iii) raadgevende referenda die in Nederland worden gehouden.

Voorwaarden voor registratie

Voor registratie als kiezer buiten Nederland gelden de volgende voorwaarden:

  • U woont buiten Nederland (waaronder Aruba, Curaçao en Sint Maarten) en u staat niet meer ingeschreven in een Nederlandse gemeente (waaronder Bonaire, Sint Eustatius of Saba);
  • U heeft op het moment van de aanvraag de Nederlandse nationaliteit;
  • Uw kiesrecht is niet ontnomen;
  • Op het moment van de aanvraag bent u 17 jaar of ouder. U kunt pas meedoen aan verkiezingen als u 18 jaar of ouder bent.

Tijdelijk in het buitenland tijdens de verkiezingen

Bent u tijdens een verkiezing of referendum in het buitenland voor bijv. werk, studie of vakantie, maar staat u wel ingeschreven in een Nederlandse gemeente of in Bonaire, Sint Eustatius of Saba en wilt u stemmen? Click hier om meer informatie over hoe u kunt stemmen bij tijdelijk verblijf in het buitenland.

(Bronnen: Nederland wereldwijd en Unit Verkiezingen van de gemeente Den Haag)

Gedeponeerd bij de Rechtbanken Alkmaar, Amsterdam, Den Haag & Rotterdam

Beëdigde Vertalingen in Nederland vs ‘Officiële’ Vertalingen in Italië

Beëdigde vertalingen, hoe zit dat nu precies? Verschillen tussen Nederland en Italië

In Nederland is de beëdigd vertaler een wettelijk erkende specialistentitel die valt onder de Wet beëdigd tolken en vertalers van 2009 (Wbtv).

Volgens de Nederlandse procedure is een vertaler bevoegd om beëdigde vertalingen af te geven wanneer:

  1. a) hij (lees: hij/zij) een eed heeft afgelegd voor de rechtbank van het arrondissement waar hij zijn woonplaats heeft, na voorlegging van alle vereiste documenten om te bewijzen dat voldaan is aan de bij de wet gestelde.
    Sinds 2009 is de beëdiging voor de rechtbank(en) onlosmakelijk verbonden met de inschrijving van de vertaler in het landelijk Register voor beëdigde tolken en vertalers in Den Bosch (Rbtv). Sindsdien hoort de vertaler ook:
  2. b) ingeschreven te zijn in het Rbtv conform de Wbtv van 2009 (en mag vertaler hierdoor een officiële ofwel beëdigde vertaling afgeven);
  3. c) zich permanent bij te scholen op straffe van doorhaling van het Register, door het behalen in 5 jaar tijd minstens tachtig punten voor Permanente Educatie (PE-punten).

Vertalers die sinds 2009 niet in het Rbtv zijn opgenomen mogen geen beëdigde vertalingen afgeven, ook als zij in het bezit zijn van een akte van beëdiging die door de rechtbank is afgegeven.

***

In Italië erkent de wet niet het beroepsprofiel van de beëdigd vertaler en er is ook geen Nationaal register van beëdigde (tolken en) vertalers en geen plechtige vorm van eed.

De Italiaanse wet erkent alleen de zogenaamde officiële vertaler (traduttore ufficiale), maar dat is geen specialistentitel.

Er is wel een gerechtsdeskundigenregister bij elke Italiaanse rechtbank (Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del Tribunale), maar de inschrijving daarin maakt een vertaler geen beëdigd of officiële vertaler.

De vertaler die daarin is opgenomen kan worden opgeroepen en door de rechter aangesteld worden als gerechtsdeskundige (CTU – Consulente Tecnico d’Ufficio).

Volgens een uitspraak in Italië van het Voorzitterschap van de Raad van Ministers d.d. 15/12/1980 zijn ‘officiële vertalers‘ al “degenen die in staat zijn om een ‘officiële vertaling’ van een buitenlandse tekst af te geven, d.w.z. degenen die bijzonder bekwaam zijn in een vreemde taal en die in staat zijn om een getrouwe vertaling van de oorspronkelijke tekst uit te voeren, en die het vereiste ‘officieel’ aan de vertaling mogen geven, krachtens een reeds bestaande kwalificatie (inschrijving in bepaalde registers) of opeenvolgende procedures (bijv. eed voor de rechtbank)”.

In Italië krijgt een vertaling zijn ‘officiële’ karakter via de eed (asseverazione of giuramento) die telkens door de vertaler wordt afgelegd bij de rechtbank.

Daarbij worden stempels op de vertaling gezet en belastingzegels (leges) (marche da bollo) aangebracht (tenzij de wet daar vrijstelling voor geeft), en wordt een proces-verbaal van beëdiging (verbale di asseverazione di traduzione giurata) toegevoegd, die door de vertaler en de functionaris die de eed afneemt wordt ondertekend.

Meer weten? Lees verder mijn artikel in de Linguaan Editie 3 – 2007, het vak-/ledenblad van het Nederlands Genotschap van Tolken en Vertalers (NGTV)

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Legal Translator: a Law Graduate with a Knowledge of Foreign Languages

A LAW GRADUATE WITH A KNOWLEDGE OF FOREIGN LANGUAGES IS A LEGAL TRANSLATOR – A TRANSLATION GRADUATE IS NOT

(excerpts from ‘THE QUALIFIED LEGAL TRANSLATOR IS A LAWYER TRAINED IN TRANSLATION’ – Author: Ioannis Manganaras, Translation Office of the Greek Ministry of Foreign Affairs)

 * * * * *

“A law graduate with a knowledge of languages is closer to being a legal translator than a translation graduate.

The teaching of law in translation schools does not create legal translators.

Courses about law and legal systems in translation schools have as an aim the exposure of the general translator to a multicultural world of which he must have some idea. They are also useful in acquainting the general translator with a field with which he may have to deal at some time in the future. It is of course a step in the right direction to attempt to expose the translation student to a multi-cultural environment, but in no way must this leave the impression that this exposure creates legal translators.

Furthermore, there is no way a translator can acquire the deep knowledge of the legal specialised language, the understanding and the legal instinct of two or more legal systems with a simple glossing over during a one-year multi-disciplinary course.

The comparison of the translations done by a law graduate (the legal translator) on the one hand and a translation graduate on the other, place the latter at a severe disadvantage.

Law demands deliberate long-term study and it is very rare to find a professional translator specialist in legal translation with a law degree and thus with the inevitable background expertise to comprehend and transfer, in a satisfactory manner, a legal text into another language through a due comparison of different legal systems.

Legal translation, considered to belong to the discipline of comparative law, is of great significance because legal texts are responsible for good and proper international communication and requires special and demanding profession:

– Legal translation has more to do with the transfer of one legal system into another than with a language transfer (the legal system is more important than the language)

– Legal translation requires a high degree of interpretation which presupposes a deep knowledge and understanding of the legal text, the target and source legal system (further to the target and source specialised languages and terminology)

– Specialised dictionaries, when they exist, are merely an auxiliary tool, there to inspire or remind, but not to guide.

The best dictionary in legal translation is the legal translator himself, an ‘able handler of language and logic’.”

(Read the full article here)

Eccezione di ordine pubblico (diritto internazionale privato)

L’ordine pubblico nel diritto internazionale privato (non ha nulla a che vedere con il concetto di ordine pubblico attinente al mantenimento della sicurezza pubblica)

Eccezione di ordine pubblico nel riconoscimento e nell’attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri quale strumento limitativo all’applicazione degli effetti di una legge straniera in Italia 

Il giudice ha l’obbligo di impedire l’applicazione di norme straniere ed il riconoscimento di sentenze straniere che altrimenti produrrebbero effetti – nel caso concreto (e non in astratto) – incompatibili con i principi fondamentali (etici, economici, politici e sociali) dell’ordinamento italiano.

Stando alla Corte di Cassazione (sentenza n. 27592 del 28 dicembre 2006) l’ordine pubblico è l’“insieme di principi, desumibili dalla Carta Costituzionale o, comunque, pur non trovando in essa collocazione, fondanti l’intero assetto ordinamentale siccome immanenti ai più importanti istituti giuridici […], tali da caratterizzare l’atteggiamento dell’ordinamento stesso in un determinato momento storico e da formare l’ordine della struttura etica, sociale ed economica della comunità nazionale conferendole una ben individuata ed inconfondibile fisionomia.”

Il limite dell’ordine pubblico è relativo nel tempo e nello spazio.

La relatività nel tempo discende dalla possibilità che mutino i caratteri dell’ordinamento del foro: così, ad esempio, la radicale modifica che la legge sul divorzio del 1970 ha apportato alla nostra disciplina del matrimonio, introducendo la possibilità (prima del tutto esclusa) del suo scioglimento, ha reso possibile al giudice italiano l’applicazione di leggi straniere divorziste – applicazione fino al 1970 preclusa appunto dal limite dell’ordine pubblico – e ha d’altro canto posto in capo al giudice italiano l’obbligo di disapplicare le leggi di quegli Stati che sono rimasti fedeli al principio di indissolubilità del matrimonio.

La relatività nello spazio discende invece dai differenti valori che improntano i vari sistemi giuridici, alcuni dei quali impediscono l’apertura a soluzioni che sono viceversa del tutto corrette per altri. Si pensi, ad esempio, alle regole che vietano il matrimonio tra persone che professano religioni diverse, presenti nelle legislazioni di taluni Stati islamici. Il giudice italiano invocherebbe il limite dell’ordine pubblico per escludere l’applicazione di una regola di questo tipo, che sarebbe invece tranquillamente applicata dal giudice di un altro Stato islamico (il quale, d’altra parte, invocherebbe il limite di ordine pubblico di fronte alla regola italiana che permette il matrimonio tra islamici e non).

(Fonte: Treccani) Leggi tutto l’articolo qui

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Overheidsopdrachten – Beroep op Derden: Is de daadwerkelijk inzet van de derde(n) waarop een beroep wordt gedaan verplicht?

Om aan de geschiktheidseisen te voldoen, kunnen inschrijvers op overheidsopdrachten een beroep doen op andere entiteiten.

Volgens de Europese jurisprudentie:

  • bij een overheidsopdracht een beroep op de capaciteiten van andere entiteiten (Economische en financiële draagkracht – Technische bekwaamheid en/of beroepsbekwaamheid) is in beginsel altijd mogelijk.
  • De middelen van de derde(n) waarop een beroep wordt gedaan, moet de inschrijver feitelijk tot zijn beschikking hebben.
  • De juridische banden tussen de inschrijver en de derde zijn niet relevant.
  • Het is aan de inschrijver om te bewijzen dat hij daadwerkelijk kan beschikken over de middelen van de derde.
  • Het is aan de aanbestedende dienst om de geschiktheid van de inschrijver te beoordelen en zich ervan te verzekeren dat de inschrijver in staat is de opdracht uit te voeren.

Toepasselijke Bepaling
Richtlijn 2004/18/EG van het Europees Parlement en de Raad van 31 maart 2004 betreffende de coördinatie van de procedures voor het plaatsen van overheidsopdrachten voor werken, leveringen en diensten – Artikel 48 “Technische bekwaamheid en/of beroepsbekwaamheid” – derde lid:
“Een ondernemer kan zich in voorkomend geval en voor welbepaalde opdrachten beroepen op de draagkracht van andere entiteiten, ongeacht de juridische aard van zijn banden met die entiteiten. In dat geval moet hij de aanbestedende dienst aantonen dat hij kan beschikken over de voor de uitvoering van de opdracht noodzakelijke middelen, bijvoorbeeld door overlegging van de verbintenis van deze entiteiten om de ondernemer de nodige middelen ter beschikking te stellen.”

Technische bekwaamheid en/of beroepsbekwaamheid – Is de daadwerkelijke inzet van de derde op wiens draagkracht en/of bekwaamheden beroep wordt gedaan verplicht?

Inschrijvers mogen niet volstaan met een zuiver formeel beroep op de bekwaamheden en draagkracht van derden. In de Nederlandse jurisprudentie geldt het vaste uitgangspunt dat een derde waarop een beroep wordt gedaan, daadwerkelijk moet worden ingezet bij de uitvoering van de opdracht (bij de onderdelen waarvoor een beroep wordt gedaan op die derde).

De Advocaat-Generaal N. Jääskinen lijkt van dit uitgangspunt af te wijken (zie vonnis):

“De overdraagbaarheid van technische bekwaamheid houdt verband met de vraag of technologische kennis of knowhow op betekenisvolle wijze van de ene ondernemer aan de andere kan worden overgedragen, bijvoorbeeld door raadpleging en het verschaffen van adviezen.”

Het staat niet vast dat in alle gevallen de inschrijver die een beroep doet op een derde verplicht is die derde daadwerkelijk in te zetten bij de uitvoering van de opdracht.

De AG onderscheidt twee scenario’s:

  • Opdrachten met een hoog technisch niveau waarvoor inbreng van de deskundigheid van de derde noodzakelijk is:
    in dit scenario mag een aanbestedende dienst dus voorschrijven dat de derde op wie een beroep wordt gedaan feitelijk wordt ingezet;
  •  Alle andere opdrachten die niet een hoog technisch niveau hebben:
    in dit scenario zou de inschrijver de opdracht zelf kunnen uitvoeren met advisering en raadpleging door de derde, zonder dat de derde daadwerkelijk (een deel van) de opdracht uitvoert.

Klick hier om het hele artikel te lezen
(mr. Joris Bax aanbestedings- en bouwrechtadvocaat Dirkzwager)

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Afnameplicht om tolken en vertalers uit het Register beëdigde tolken en vertalers in te zetten (Nederland)

Wettelijke afnameplicht (Wbtv)

Nederland  – In 2009 trad in werking de Wet beëdigde tolken en vertalers (Wbtv, Stb. 2007, 375). Daarmee is een Nederlands Register voor beëdigde tolken en vertalers (Rbtv) in het leven geroepen.

De belangrijkste doelstellingen van de Wet beëdigde tolken en vertalers zijn het waarborgen van kwaliteit en integriteit van tolken en vertalers die worden ingezet in het Nederlandse rechtsbestel.

In het Register beëdigde tolken en vertalers zijn tolken en vertalers ingeschreven die hebben aangetoond in voldoende mate te beschikken over de in de Wbtv opgenomen kwaliteits- en integriteitseisen.

De gerechten en het openbaar ministerie hebben, naast andere justitieafnemers, in het kader van straf- en vreemdelingenrecht, een wettelijke afnameplicht om tolken en vertalers uit het Register beëdigde tolken en vertalers in te zetten, conform artikel 28, eerste lid, Wet beëdigde tolken en vertalers:

Hoofdstuk V. Afnameplicht

Artikel 28(1)

  • De volgende diensten en instanties maken in het kader van het strafrecht en het vreemdelingenrecht uitsluitend gebruik van beëdigde tolken of vertalers:

    • a. de Afdeling bestuursrechtspraak van de Raad van State;

    • b. de tot de rechterlijke macht behorende gerechten;

    • c. het Openbaar Ministerie;

    • d. de Immigratie- en Naturalisatiedienst;

    • e. de politie;

    • f. de Koninklijke Marechaussee.

      Conform het 3e lid van hetzelfde artikel, “kan gebruik worden gemaakt van een tolk die geen beëdigde tolk is of van een vertaler die geen beëdigde vertaler is indien wegens de vereiste spoed een ingeschrevene in het register niet tijdig beschikbaar is of indien het register voor de desbetreffende bron- of doeltaal dan wel bron- of doeltalen geen ingeschrevene bevat.

      Conform het 4e lid van hetzelfde artikel, “ingeval geen sprake is van spoedeisende inzet van een tolk of vertaler, dient deze voorafgaand aan zijn inzet een recente verklaring omtrent het gedrag dan wel een integriteitsverklaring over te leggen. Indien het vanwege de spoedeisendheid niet mogelijk is voorafgaand aan de inzet een verklaring omtrent het gedrag over te leggen geschiedt dit na de inzet.

Naast de in de Wbtv aangeduide justitiële instanties, als gevolg van de op 1 maart 2015 in werking getreden Regeling uitbreiding afnameplicht Wbtv (Stcrt. 2015, 4089), is de afnameplicht om in straf- en vreemdelingenzaken beëdigde tolken en vertalers in te zetten uitgebreid tot andere justitieafnemers:

Artikel 1

In aanvulling op de in artikel 28, eerste lid, van de Wet beëdigde tolken en vertalers genoemde diensten en instanties, maken de volgende diensten en instanties in het kader van het strafrecht en het vreemdelingenrecht uitsluitend gebruik van beëdigde tolken of vertalers:

  • a. de bijzondere opsporingsdiensten als bedoeld in artikel 2 van de Wet op de bijzondere opsporingsdiensten
    (de Fiscale Inlichtingen- en Opsporingsdienst, de Directie Opsporing van de Inspectie Sociale Zaken en Werkgelegenheid, de Inlichtingen- en Opsporingsdienst van de Inspectie Leefomgeving en Transport en de Inlichtingen– en Opsporingsdienst van de Nederlandse Voedsel en Warenautoriteit)

  • b. Vluchtelingenwerk Nederland;

  • c. de Dienst Justitiële Inrichtingen;

  • d. advocaten voor zover werkzaamheden verrichten in het kader van de verlening van gesubsidieerde rechtsbijstand als bedoeld in de Wet op de rechtsbijstand.

Handhaving
De handhaving van de afnameplicht is niet strikt belegd bij één instantie. Uitgangspunt is dat justitiële instanties als gerechten, het Openbaar Ministerie, de IND en de politie gewoon de wet naleven. Daarnaast werd bij inwerkingtreding van de Wbtv aangenomen dat de advocatuur als waakhond zou optreden. Indien de afnameplicht niet werd nageleefd of een afwijking onvoldoende gedocumenteerd zou zijn, zouden advocaten dat in beroepsprocedures inbrengen. Inmiddels is er ook enige jurisprudentie ontwikkeld die het belang van naleving onderstreept. (Bron: Bureau Bwtv)

1913

Riconoscimento delle qualifiche professionali all’interno dell’UE

Anche se le qualifiche professionali sono riconosciute a livello europeo, occorre comunque chiederne il riconoscimento ove si intenda esercitare la propria attività in un altro paese dell’UE. Il riconoscimento reciproco delle qualifiche all’interno dell’UE è un principio generale che trova diverse modalità di applicazione e che a seconda della professione viene applicato più o meno automaticamente.

Le procedure per accedere ad una professione regolamentata in un altro Paese dell’UE variano a seconda delle proprie intenzioni:

  • se ci si vuole stabilire definitivamente in un altro Paese dell’UE per esercitare la propria professione occorre il riconoscimento delle proprie qualifiche
  • se si vuole esercitare solo temporaneamente la propria professione sarà sufficiente presentare in via preliminare una dichiarazione scritta
  • se la propria professione ha a che fare con salute pubblica e sicurezza, il Paese ospitante potrebbe decidere di verificare preventivamente le qualifiche.

Per maggiori informazioni sul riconoscimento delle qualifiche professionali in ambito UE e per verificare se la propria professione è regolamentata all’estero continuare a leggere qui.

Copie autenticate e/o traduzioni giurate

A dimostrazione della veridicità dei documenti  richiesti, le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono richiedere copie autenticate e/o traduzioni giurate soltanto dei documenti essenziali (quali i certificati che attestano le qualifiche conseguite) e solo laddove  ciò sia realmente necessario ai fini di completamento dell’iter procedurale previsto per la formazione di un fascicolo.

Le traduzioni giurate devono essere effettuate da parte di un traduttore abilitato.

La normativa europea stabilisce tuttavia che:

  • tale requisito si applica solo ai documenti essenziali, come ad esempio le qualifiche stesse
  • le autorità nazionali sono obbligate ad accettare traduzioni giurate provenienti da altri paesi dell’UE

Le autorità competenti dello Stato membro ospitante non possono esigere la traduzione giurata dei seguenti documenti:

  • qualifiche per medici, infermieri responsabili dell’assistenza generale, ostetriche, veterinari, dentisti, farmacisti o architetti la cui qualifica figuri nell’allegato V della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, perché ciò non è essenziale ai fini dell’esame della domanda di riconoscimento. L’autorità competente può infatti verificare facilmente la corrispondenza tra la denominazione della qualifica in questione e quella riportata nell’allegato.
  • carte d’identità, passaporti o altri documenti non connessi alle qualifiche richieste.

In ogni caso il richiedente il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali è libero di scegliere di far certificare le proprie traduzioni da un’autorità competente del proprio Stato membro di provenienza o di quello ospitante. L’autorità dello Stato membro ospitante ha comunque l’obbligo di accettare le traduzioni certificate da un’autorità competente dello Stato membro di origine dell’interessato.

Prima di iniziare a lavorare

Una volta ottenuto il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali il Paese ospitante potrebbe richiedere anche l’iscrizione ad un ordine / albo o associazione professionale prima di poter utilizzare il proprio titolo professionale ed iniziare a lavorare sul suo territorio, ed in alcuni casi decidere di verificare che le competenze linguistiche del richiedente il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali siano ad un livello tale da consentirgli di esercitare la professione sul suo territorio. Per saperne di più clicca qui

Regime generale
Dopo aver presentato la dichiarazione è possibile esercitare l’attività nel territorio dello Stato membro ospitante immediatamente; non è necessario attendere che l’autorità dello Stato membro ospitante dia il proprio benestare.

Regime derogatorio
Nel caso in cui la professione che si intende esercitare comporti un rischio per la salute o la sicurezza pubblica, l’autorità dello Stato ospitante ha facoltà di procedere a un controllo della qualifica che può ritardare l’esercizio dell’attività.

Gli Stati membri non possono applicare il regime derogatorio a medici, infermieri responsabili dell’assistenza generale, dentisti, veterinari, ostetriche, farmacisti e architetti nel momento in cui usufruiscono del riconoscimento automatico nell’ambito del regime di stabilimento. Tali soggetti possono esercitare l’attività immediatamente. Per saperne di più consultare la Guida per l’utente Direttiva 2005/36/CE.